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Molinari Extra: italiana di nascita, ma anche per scelta.

Un liquore che brinda all'attitudine che rende gli italiani unici e amati in tutto il mondo: la capacità di stare insieme, condividere e vivere a pieno ogni istante.
Come? Proponendo tantissime modalità di consumo che vanno incontro a tutti i gusti e a tutte le occasioni, ma soprattutto che rappresentano la voglia di adattarsi e reinventarsi per trasformare ogni momento in un momento Extra.

01. Ghiacciata

La Molinari viene solitamente consumata a temperatura ambiente, ma, se si vuole apprezzare al meglio il suo gusto delicato, l’ideale è berla ghiacciata. Fresca e dissetante, la Molinari è perfetta soprattutto nei mesi più caldi.

Bicchiere ghiacciato
Molinari on the rocks

02. On the rocks

Molti italiani lo sanno: quando arriva l’estate, non c’è niente di meglio che una Molinari con ghiaccio.
Ne bastano tre o quattro cubetti per esaltarne le proprietà aromatiche e renderla ancora più piacevole al palato.

02. On the rocks

Molti italiani lo sanno: quando arriva l’estate, non c’è niente di meglio che una Molinari con ghiaccio.
Ne bastano tre o quattro cubetti per esaltarne le proprietà aromatiche e renderla ancora più piacevole al palato.

Molinari on the rocks

03. Liscia

Molinari è così buona che non serve aggiungere altro. Sono molti gli italiani che amano berla liscia, specialmente come “ammazzacaffè” a fine pasto. Grazie alle proprietà salutari dell’anice stellato, la Molinari è perfetta anche come digestivo.

Molinari Liscia
Bicchiere Molinari con la Mosca

04. Con la “mosca”

Qualcuno dice sia stata un’idea di Angelo Molinari. Qualcun altro che l’abitudine sia nata per caso in Via Veneto, quando uno tra Anita Ekberg, Marcello Mastroianni e Walter Chiari, gettando un chicco di caffè nella Sambuca del vicino, ha urlato:

“C’è una mosca!” Non sapremo mai la verità e in fondo non è poi così importante. A noi basta che la Molinari con la mosca abbia ancora oggi lo stesso successo che aveva negli anni ’50 nei bar della “Dolce Vita” romana.

04. Con la “mosca”

Qualcuno dice sia stata un’idea di Angelo Molinari. Qualcun altro che l’abitudine sia nata per caso in Via Veneto, quando uno tra Anita Ekberg, Marcello Mastroianni e Walter Chiari, gettando un chicco di caffè nella Sambuca del vicino, ha urlato:

“C’è una mosca!” Non sapremo mai la verità e in fondo non è poi così importante. A noi basta che la Molinari con la mosca abbia ancora oggi lo stesso successo che aveva negli anni ’50 nei bar della “Dolce Vita” romana.

Bicchiere Molinari con la Mosca

05. Nel caffè

Non c’è dubbio: quando ordini un caffè “corretto” al bar, tutti sanno che stai chiedendo un espresso con dentro un po’ di Molinari. Il caffè con la Molinari è un piccolo piacere quotidiano per migliaia di persone, una tradizione che si rinnova da anni, capace di unire ogni angolo più remoto d’Italia.

Molinari nel Caffè
Molinari resentìn

06. “Resentìn”

C’è chi chiude il pasto con il caffè, chi con un “ammazzacaffè”. Per alcuni, il miglior finale possibile è il cosiddetto “resentìn” (o “rexentìn”). Il termine si ritrova nei dialetti veneti e friulani e viene dal verbo “resentar”, che sta per risciacquare.

E il “resentìn” consiste appunto nel ripulire con qualche goccia di Sambuca ciò che resta nella tazzina dopo che si è bevuto il caffè. Un’usanza molto diffusa nel Nord Est dell’Italia, ma che a poco a poco si sta espandendo in tutto il resto del Paese.

06. “Resentìn”

C’è chi chiude il pasto con il caffè, chi con un “ammazzacaffè”. Per alcuni, il miglior finale possibile è il cosiddetto “resentìn” (o “rexentìn”). Il termine si ritrova nei dialetti veneti e friulani e viene dal verbo “resentar”, che sta per risciacquare.

E il “resentìn” consiste appunto nel ripulire con qualche goccia di Sambuca ciò che resta nella tazzina dopo che si è bevuto il caffè. Un’usanza molto diffusa nel Nord Est dell’Italia, ma che a poco a poco si sta espandendo in tutto il resto del Paese.

Molinari resentìn