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STEFANO PILATO. PESCI CHE PARLANO.

DAL QUOTIDIANO CONFRONTO CON LA GRAFICA PUBBLICITARIA, ALL’ESPLOSIONE DI CREATIVITÀ ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI PESCI DALLE FATTEZZE ONIRICHE EPPURE STRAORDINARIAMENTE VEROSIMILI. PER QUESTO ARTISTA SI TRATTA DI UN PERCORSO QUANTOMENO ORIGINALE.

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QUELLO CHE RESTA DEL MARE, È OPERA SUA.

Sgombriamo subito il dubbio. Stefano Pilato non è un ecologo e nemmeno un marinaio. È un artista livornese che un bel giorno, passeggiando lungo le spiagge della città, decide che tutti quei pezzi di maleducazione depositati dal mare sulla battigia (plastica, metallo, legno, chi più ne ha più ne metta) meritano un riscatto. Così comincia ad assemblarli per farne delle nuove specie di pesci e restituire ai rifiuti abbandonati una dignità che diventa colore, follia, allegria.

VENERDÌ PESCE. MA ANCHE LUNEDÌ, MARTEDÌ, MERCOLEDÌ...

Non è un caso se la gallery di Stefano Pilato si chiama “Pesce fresco”. È da quella intuizione che la sua arte ha preso forma. E nello specifico, ha preso proprio la forma delle creature del mare: pesci ma anche crostacei, polipi, cavallucci marini. La freschezza è tutta nella genialità dell’artista, che ripetendo lo stesso soggetto non è mai ripetitivo. Una sorta di demiurgo suo malgrado che riesce a rendere affascinante e piacevole quello che per i più è solo da buttare.

L’APPETITO VIEN CREANDO.

Una cifra creativa tanto originale ha portato con sé altri semi che hanno prodotto nuovi frutti. Così, l’inesauribile fonte di ispirazione di Pilato ha dato vita a lampade, strumenti musicali, figure, oggetti del vivere quotidiano. Varrebbe la pena di fare un salto a Livorno, nel popolare quartiere di Borgo Cappuccini, solo per rendersi conto di come la bellezza, quando è rivestita di originalità, non abbia limiti di espressione.

Untitled-1

http://www.artpescefresco.com

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