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TIMELESS - 07. ANFISA LETYAGO

TIMELESS - 07. ANFISA LETYAGO

TIMELESS, FINE DEL VIAGGIO: RIPARTIAMO DA QUI

Lago di Como, fra gli spazi dell’affascinante Villa Cipressi. Torino, nel magico Museo Egizio. Milano, con vista aerea sul Duomo. Venezia, dominando il Canal Grande dal terrazzo della Fondazione Guggenheim. Bologna, nei misteri sotterranei dei Bagni di Mario. Roma, volando tra i tetti e le cupole dall’AcquaRoof Terrazza Molinari. Sì: l’Italia vista attraverso queste sei tappe, le tappe finora del viaggio di Timeless, è stata emozionante. È stata storia, bellezza, stile, dinamicità, è stata capacità di prendere il passato facendolo vivere nel presente e rendendolo piattaforma per il futuro, ragionando e connettendosi su scala globale. Rischiamo ogni tanto di dimenticarci di tutto questo; rischiamo di dare per scontate queste qualità uniche, molto particolari.

Ma poi arrivi a Positano, per la tappa finale, e lì di una cosa sei certo: non puoi e non potrai mai dimenticare l’abbraccio scenografico che ti accoglie. Una bellezza davvero difficile da descrivere a parole. Una bellezza raccolta, reclusa quasi, accessibile dopo chilometri di tornanti a picco sul mare; una bellezza che quando ti si apre davanti, illumina l’animo. Quasi non ci credi, possa esistere un posto così. Attenzione, però: se la bellezza è solo cartolina, sfiorisce. Si fa asettica. O si fa debole, finendo col perdere forza e identità. La bellezza ha bisogno di idee. Di persone. Di progettualità. Di capacità di accettare le sfide, inseguendo i rischi, cercando le eccellenze.

Tutto questo a Positano l’abbiamo trovato, accolti al Music On The Rocks: un club incredibile, scavato nella roccia, con due magnifiche terrazze a dominare il mare.

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Abbiamo chiuso un cerchio anche musicalmente, in quest’ultima tappa. Dopo la freschezza della house tra pop, dance e futuro di Merk&Kremont, i mash up folgoranti di EDMMARO, l’urbanità metropolitana geniale e velenosa di Crookers, la classe globale di Benny Benassi, la felicità perfetta di Rudeejay e le radici storiche della club culture raccontate con classe immensa (ed accostamenti mefistofelici) da Claudio Coccoluto, mancava probabilmente un anello. Il grado zero. Lì dove la musica elettronica e la club culture hanno iniziato veramente a ricreare da zero un mondo nuovo, una distopia, una visione: la techno. Quella più pura.

Non è un caso sia emersa a Positano. Perché la vicina Napoli è stata, a cavallo fra la fine dei ’90 e l’inizio del nuovo millennio, uno dei più importanti laboratori mondiali – se non il più importante, in quegli anni – per questo genere musicale. Il suo capofila a livello di popolarità, Marco Carola, è ancora oggi uno dei dj più amati e seguiti al mondo, dj/producer come Gaetano Parisio, Danilo Vigorito, Rino Cerrone, Davide Squillace, Markantonio sono venerati maestri, soprattutto c’è stata anche la capacità di tenere salda la scena tramandandone i valori e la forza, come si vede dall’ascesa irresistibile di Joseph Capriati, a rappresentare la nuova generazione di questo patrimonio.

Generazione nuova, nuovissima è quella di Anfisa Letyago. Siberiana, ma ormai da anni italiana adottiva, da molto tempo ha focalizzato la sua ricerca musicale proprio sulla techno. Quella senza compromessi. Quella che paga omaggio alla scuola partenopea, a cui è legata da più fili. La sua intensità, il suo sorriso ma anche la sua etica del lavoro l’hanno portata ad essere oggi una delle artiste più in ascesa del momento, richiesta ai quattro angoli del globo. L’abbiamo catturata, lei ha risposto regalandoci un set adamantino con l’azzurro del mare alle spalle, in un contrasto splendido dove si uniscono bellezza senza tempo e spinta estrema verso il futuro, ritmo e romanticismo, tensione e gioia.

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Chiudiamo così Timeless, chiudiamo così il nostro viaggio in sette tappe attraverso quello che l’Italia è e può essere. Chiudiamo avendo attraversato luoghi, talenti, storie che sarà difficile dimenticare. E che abbiamo avuto, davvero, l’onore, la soddisfazione, il piacere di condividere. Ripartiamo da qui.

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